DAL MINIBASKET….ALLA PRIMA SQUADRA: ALBERTO PUCCIONI

Non tutti riescono a compiere una scalata dai piccolissimi alla squadra dei più grandi: per riuscire in tutto questo – oltre alle qualità tecniche- ci vogliono cuore, forza e determinazione; non bisogna fermarsi alle difficolta che si incontra. Alberto ce l’ha fatta. è partito da molto lontano e con il duro lavoro è arrivato nella prima squadra della propria città -” Ho cominciato a giocare quando avevo 5 anni – racconta Alberto – Ho provato diversi sport individuali, ma quando è stato il turno della pallacanestro, me ne sono innamorato subito, perché mi faceva sentire felice, ma soprattutto, mi divertiva tantissimo fare canestro”. Quando si viene a creare questo legame tra un bambino e uno sport, “nascono” una serie di sogni, ma il giovane U18 ne ha uno in particolare -“Senza dubbio è quello di giocare nella prima squadra, perché quando ero piccolo andavo a vedere tutte le partite, anche in trasferta – ma non finisce qui – il mio idolo era un giovanissimo Andrea Meucci e mi ricordo che a fine di una partita andai da lui per avere un suo autografo, che ancora oggi tengo custodito”. Dopo tanti anni, Alberto è sceso dalla tribuna direttamente in campo, quindi il “giovanissimo” Andrea Meucci è diventato un suo compagno di squadra -” Quando ho cominciato a giocare con la prima squadra, l’idea di allenarmi con un mio idolo mi faceva strano – racconta il numero 3 – arrivare a questo punto è motivo di grande soddisfazione e felicità”. Nonostante l’età, Alberto ha già nel curriculum una vittoria di un campionato senior -” Ero il più piccolo di tutti, inizialmente non riuscivo a realizzare che avevamo appena conquistato la promozione in C Gold – infatti Puccio ci tiene a fare le dovute dediche – ovviamente le prime persone sono quelle che mi stanno vicine e mi hanno sempre sostenuto, come la mia famiglia, ma anche a me stesso, perché mi sono sempre impegnato e non ho mai mollato”. Alberto ha un fratello (Matteo) che gioca nel gruppo Under 16 Eccellenza/18 Elite, con il quale si confronta spesso sulla pallacanestro -” Da fratello più grande provo a dargli dei consigli, lui prova sempre a metterli in pratica – spiega Alberto – sono stato io a spingerlo a cominciare a giocare a basket”. Ma facciamo un piccolo passo indietro nel tempo, e torniamo a “vivere” la strada che ha percorso il nostro giovane Play -” Nel settore giovanile ho avuto allenatori che mi hanno insegnato tanto – racconta Alberto – ma quello che mi ha lasciato di più, soprattutto sul piano morale, che mi è servito tantissimo per raggiungere i miei obiettivi, è stato Massimiliano Ormeni; quando sono passato dal minibasket al settore giovanile ho avuto Gabriele e Erik, che mi hanno accompagnato nel mio “passaggio” con i ragazzi più grandi; per me è stato importante anche Francesco Ferazzi, perché ha carattere e sa parlare con i giovani, instaurando un clima sereno all’interno della squadra. Quello di Alberto Puccioni è un esempio da seguire dai bambini che praticano il minibasket, infatti il nostro neo 18enne manda un messaggio ben preciso -” Un ragazzo deve giocare con felicità e divertimento – proseguendo – non si deve mai perdere la voglia di lavorare, credere sempre in un obiettivo e non arrendersi mai”. Il sogno che ha nel cassetto, è uno di quelli che farebbe impazzire di gioia il pubblico della Juve Pontedera -” Senza dubbio è quello di vincere il campionato e tornare in serie B”. Ma poi vengono allo scoperto altri “desideri” -” Mi piacerebbe tantissimo, tra tanti anni, prendere il ruolo di Andrea Meucci e diventare il nuovo capitano della prima squadra – ma non è finita qua per il nostro Meu – il 4 sarebbe il mio numero preferito, ma è occupato da Andrea ora, quindi dovrò aspettare”. #FORZAJP