Un settore giovanile, ricco e con tanti iscritti, è ovviamente il “sogno” di qualsiasi società. Un sogno che per la Juve Pontedera si può dire essere diventato realtà. Sono infatti tantissimi i ragazzi, dai più piccoli agli adolescenti, che qui a Pontedera praticano questo sport. Merito anche di un lavoro societario molto serio e determinato, oltre che certosino. Fa il punto il responsabile del settore giovanile, Massimiliano Ormeni.
“Il nostro principale obiettivo tecnico con il settore giovanile – spiega – è quello di "sfornare " giovani che poi possano recitare un ruolo importante nella nostra prima squadra attraverso un percorso formativo tecnico e fisico da sviluppare nel corso delle varie annate. Per riuscire in tutto questo è ovviamente indispensabile avere ben chiaro il cammino che desideriamo far percorrere ai nostri ragazzi, proponendogli un programma ambizioso ma realizzabile, senza dimenticare che in tutto questo gioca un ruolo fondamentale la disponibilità da parte dei ragazzi Stiamo cercando di alzare il nostro tasso di professionalità a piccoli passi, senza dimenticarci il ruolo sociale che la nostra società ha svolto e vuole continuare a svolgere in maniera preponderante”.
“Questo è il lavoro che vogliamo svolgere con i nostri giovani – prosegue Ormeni – e non vogliamo ridurre il lavoro del settore giovanile solo al raggiungimento del risultato. Con questo non voglio certo dire che tutti i fine settimana non andiamo in campo per vincere, ma dare la priorità al risultato sportivo per noi della Juve Pontedera non è il modo più giusto di lavorare. Il risultato che conseguiamo in campo va letto come conseguenza del lavoro che svolgiamo quotidianamente in palestra, provando a migliorarci passo dopo passo”.
Ormeni poi parla delle soddisfazioni e delle difficoltà che si incontrano per allenare e “dirigere” i giovani: ”L’attività del settore giovanile - spiega - fa parte di un percorso sportivo ma sopratutto formativo e l'aspetto più bello è proprio questo, cioè vedere questi bambini mano a mano diventare prima uomini che giocatori, acquisire la capacità di far fronte ai propri impegni, di relazionarsi e di organizzarsi all'interno di un ambiente sano e professionale, di sapersi “districare” tra i vari impegni extrascolastici che i ragazzi giustamente coltivano: Tutto questo oltre al modo di relazionarsi, che ovviamente cambia in base all’età. Dal punto di vista puramente tecnico invece - conclude il responsabile del settore giovanile JP - credo che la soddisfazione più grande sia quella di vedere le nostre formazioni capaci di competere con le migliori formazioni toscane, mettendo in mostra buone cose che ci fanno ben sperare per il futuro mentre la difficoltà maggiore è quella di riuscire a far migliorare sia il singolo che il gruppo non perdendo mai di vista gli obiettivi principali: mantenere l’interesse per questo sport, far continuare a giocare tutti a vari livelli e formare giocatori per la prima squadra. Questo con la consapevolezza che i miglioramenti tecnici hanno tempi di maturazione diversa da ragazzo a ragazzo e che il lavoro quotidiano in palestra deve essere di buona qualità”.